Villa Albani Torlonia

Villa Albani Torlonia e le sue celebri collezioni, incastonate tra il Casino Nobile e, dalla parte opposta del giardino all’Italiana, l’emiciclo del Kaffeehaus, si sviluppa in una comprensione corale di ambienti, paesaggi e opere d’arte che qui vivono come se possano essere eternamente riscoperte. Il sogno classicista del cardinale Alessandro Albani (1692-1779), promotore del crescente movimento neoclassico grazie al 'Cenacolo di Villa Albani' - che includeva talenti del calibro di Giovanni Battista Nolli, Giovanni Battista Piranesi e Johann Joachim Winckelmann - è stato preservato intatto dalla passione per il collezionismo di diverse generazioni della Famiglia Torlonia, che acquistò la Villa nel 1866, ampliando la collezione ed i giardini e restaurando la più importante dimora cardinalizia del Settecento, dove nel 1870 fu firmata la resa di Roma dallo Stato Pontificio.

Un vasto complesso architettonico realizzato a metà del XVIII secolo dall’architetto C. Marchionni (1702-1786) su una distesa di campagna coltivata a vite, livellata seguendo i rifornimenti idrici, tramite pendii e terrazzamenti. Tra le più alte espressioni di quel gusto antiquario per cui Roma divenne la meta privilegiata del Grand Tour, il progetto nacque per accogliere la prestigiosa raccolta di antichità del cardinale Alessandro Albani (1692-1779) dal fecondo dialogo con G.B. Piranesi (1720-1778), con  il grande incisore e cartografo G.B. Nolli (1701-1756) per la progettazione del giardino, con  A.Strigini per il sistema di fontane e con ‘il padre’ della storia dell’arte, J.J.Winckelmann (1717-1768), bibliotecario e confidente del cardinale per l’allestimento della collezione.
Una narrazione ispirata a temi antichi, studiata attraverso “percorsi emozionali” per educare il visitatore, il cui sguardo spazia dai Monti Sabini ai Colli Albani, seguendo i due assi prospettici principali secondo cui è suddiviso il parco: dal bosco di alberi ad alto fusto e antichi pini domestici, lungo otto viali di lecci che conducono all’ampio e geometricamente ordinato parterre.
L’iscrizione a lettere in bronzo sulla facciata ne racconta la storia: «Alexander Albani vir eminentissimus instruxit et ornavit / Alexander Torlonia vir princeps in melius restituit» (L'eminentissimo Alessandro Albani costruì e adornò / il Principe Alessandro Torlonia restaurò ed abbellì).