Sarcofago con coperchio e decorato con fatiche di Ercole
Racconto imperituro della mitologia greca, le fatiche di Ercole narrano le dodici imprese compiute dall’eroe greco, al termine delle quali fu assunto nell’Olimpo divenendo immortale. Prova di una virtù straordinaria, le fatiche sono state nel tempo interpretate come percorso simbolo dei sacrifici necessari per il raggiungimento della gloria e utilizzate come motivo decorativo in ambito sepolcrale per alludere all’esistenza virtuosa del defunto e alla conquista della fama dopo la morte.
Nel millenario racconto della mitologia greca, costellato di eroi e di imprese sovrumane, le dodici fatiche di Ercole occupano un ruolo centrale: le gesta, al termine delle quali l’eroe è assunto nell’Olimpo divenendo immortale, sono esempio di virtù e segno della gloria che è riconosciuta a chi affronta con dedizione prove e sacrifici. L’uccisione del leone di Nemea, la vittoria sull’idra di Lerna, la lotta con il cinghiale di Erimanto, la cattura della cerva di Cerinea, la dispersione degli uccelli del lago Stinfalo, la conquista della cintura dell’Amazzone Ippolita e il furto dei pomi dal Giardino delle Esperidi sono le fatiche erculee che decorano il fronte del sarcofago Torlonia. Il tema, probabilmente caro al defunto, viene rafforzato attraverso la ripetizione della figura di Ercole, che decora anche i lati brevi della cassa e il coperchio.
Inventario: MT 422
Materiale: Marmo bianco
Tecnica: opera scolpita attraverso l’uso di: subbie, scalpelli, gradine, raspe
Datazione: età imperiale
Provenienza: tenuta di Roma Vecchia sulla Via Latina